Il tempo è un concetto inutile

 

Il tempo è un concetto inutile di Carmen Nolasco

Carmen Nolasco vive a Brindisi con i suoi due figli e tre gatti.
È laureata in Sociologia; svolge un lavoro manageriale
in un’importante azienda nazionale per cui si occupa di
relazioni esterne e formazione.
Autrice, con pseudonimo, di un altro romanzo pubblicato nel 2016.
Il tempo è un concetto inutile è edito da

Les Flâneurs Edizioni.

DESCRIZIONE

La perdita di un figlio è un evento innaturale con cui non si può scendere a patti, soprattutto se questo scompare senza lasciare traccia. Da quella domenica di temporale, la madre di Daniel non ha smesso di sperare nel suo ritorno, finchè un file sul suo computer e il ricordo di una domanda  (“perchè?”) non la convincono a riprendere personalmente le indagini. D’altra parte per Daniel “il tempo è un concetto inutile”, quindi non importa che siano passati tre anni: deve tentare ogni strada per ritrovarlo.

 

LASCIO CHE IL LIBRO SI PRESENTI

DOLORE: Ma poi Daniel non era tornato e i mesi erano scivolati via e poi anche i primi due anni e il terzo, e il tempo – il tempo! – aveva deteriorato lo stesso dolore, spegnendone la disperazione e lasciando quella sensazione di costante malessere che tuttora nasce al mattino, ogni mattino, e resta intatta, nello srotolarsi dei giorni, nei ricordi quasi sbiaditi del mio bambino adorato al quale cantavo, la sera, la filastrocca Colas mon p’tit frère quando lui aveva paura del buio.

RICORDI: La mia mente è calamitata da immagini sfuggenti e suoni sommessi: la voce di Daniel che domanda: <<perchè, mamma?>> con un tono… un tono che… non so bene, ma mi fa paura.
Tento di acciuffare il ricordo, il contesto di quel dialogo che mi inquieta, ma quando mi avvicino, ecco che sfuma, la mente si distrae. Si ritrae. Mi sento come l’onda che va e che torna e non porta nulla nel suo ripercorrere sempre lo stesso movimento, se non la stanchezza di quel procedere inutile e tormentato.

TEMPO: Il tempo non è un concetto inutile, Daniel, penso passando la mano sul muretto perimetrale caldo per il sole. Il tempo è un elemento indispensabile all’autoriparazione: se non sbiadisse i ricordi, sfumando avvenimenti e perdite, noi vivremmo sempre in una dimensione di dolore costante e insopportabile. Il tempo muta l’intensità, relega alcune cose nell’oblio e ci salva. È dannatamente utile.

ISOLAMENTO: Quindi non è proprio vero che non ci sono limiti che possano fermare un genitore disperato. Un limite c’è: quello posto dallo stesso figlio quando, consapevolmente o no, costruisce un muro alto e solido intorno al suo mondo indecifrabile, e non ti consente di entrarci. Quando non ti permette di comprenderlo, il suo mondo, oppure tu non hai tutti gli elementi per farlo, e mentre ti attrezzi per l’interpretazione, mentre ti sfianchi dimenandoti nel labirinto dell’incomprensione, lui si è già rintanato nella sua fortezza invalicabile.

 

LA MIA OPINIONE SUL LIBRO

Quando Daniel scomparve, il mondo si richiuse sopra la sua assenza,
inghiottendo ogni traccia di lui e lasciandomi scossa da un dolore intollerabile,
ripiegata su me stessa, fiaccata come dopo un calcio nello stomaco.

Sono bastate queste tre righe del libro, le prime tre per la precisione, a farmi capire che lo avrei adorato. Apprezzo particolarmente gli autori che riescono a trasmettere molto, in poche parole. A volte leggo delle frasi o addirittura paragrafi interminabili che nel tentativo di far capire bene il concetto, lo sviliscono. Carmen Nolasco invece, con poche parole ben scelte, riesce a farti entrare nell’incubo che sta vivendo questa madre e farti percepire tutti i suoi stati d’animo.

Durante la lettura, una nota di malinconia ci accompagna attraverso il percorso che questa donna cerca di intraprendere. Prima un percorso che la porti verso la normalità, verso la sua vita prima della scomparsa di Daniel… poi invece, è come se la voce dello stesso Daniel, quel suo figlio così speciale, iniziasse a guidarla verso quella che è la strada giusta da intraprendere e cioè, quella che potrebbe portarla a ritrovarlo.

Il modo in cui l’autrice ha scelto di equilibrare le emozioni è molto interessante. I capitoli non seguono un ordine cronologico e sono molto brevi. Adesso leggiamo della vita quotidiana di Daniel e subito dopo passiamo al dramma di sua madre. Questi continui passaggi sono dosati con maestria, sia perchè non interrompono il flusso delle emozioni date dalla lettura, sia perchè ci aiutano a entrare ancora meglio dentro la storia.

Il colpo di scena arriva così, inaspettato. Il libro si trasforma quasi in un giallo, ma senza perdere neanche per un attimo, il suo bellissimo stile iniziale.
Fino alle ultime righe prima del prologo Carmen Nolasco riesce a tenerci con il fiato sospeso, fino a guidarci elegantemente verso la conclusione.

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Les Flâneurs Edizioni, clicca sull’immagine sottostante

Il tempo è un concetto inutile di Carmen Nolasco

 

 

 

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