Il battito riflesso

 

 

Elisa Calabretta, milanese, dedica la sua vita alla danza. Ballerina e insegnante,
negli anni si è avvicinata alla danza contemporanea come strumento introspettivo
e di relazione con il mondo. Insegnante di danza classica, moderna, contemporanea,
istruttrice di pilates ed educatore posturale, ha intrapreso anche un percorso di scrittura.
Il battito riflesso è pubblicato da Edizioni Convalle.

DESCRIZIONE

Il battito riflesso è una coraggiosa denuncia di uno dei mali dei tempi: l’anoressia. Elisa si mette a nudo raccontando la sua personale esperienza
che dall’abisso l’ha portata alla guarigione.
Un diario che diventa, paradossalmente, un inno alla Vita.

 

 

LASCIO CHE IL LIBRO SI PRESENTI

 

NEMICA: Mi guardavo allo specchio, centinaia di volte al giorno: milioni di difetti, milioni di macchie in quel corpo imperfetto che non era difficile odiare.
Così era arrivata Lei, un’amica fedele a cui poter affidare il mio futuro, la mia felicità, un’alleata per la vita che sognavo. Era lì. Mi ha presa per mano e mi
ha portata dritta all’inferno. Essere anoressica mi faceva sentire forte, avevo il controllo su me stessa. I miei lineamenti piano piano diventavano più scarni e quel volto iniziava a prendere forma: la forma della morte. Sprofondavo nel buio mentre Lei, ridendo, stritolava la mia vita con le dita.

SOLITUDINE: Nessuno mi capisce, nessuno legge nei miei occhi la sofferenza e il male che ho dentro, quanto sia difficile combattere, quanto questa condizione riesca a
risucchiarmi nel vortice dell’inferno. Qualcuno dice che questa malattia sia peggiore del cancro, e forse in qualche modo lo è.
Sembra un treno che corre veloce dai cui finestrini vedo paesaggi bellissimi che mi danno l’illusione di stare bene. In realtà il mio treno sta correndo a
gran velocità contro a un muro.

TENACIA: Anche se ogni tanto è presente, se avverto due me, fuoco e ghiaccio, vita e morte, libertà e prigionia, due voci: una ferma, l’altra ad alto volume, io decido di scongelare, di vivere, di essere libera di alzare ancora di più il volume della vita.
Devo impegnarmi a ricostruire il mio puzzle. Devo. Un devo imposto, virtuale. Un devo non sentito ma giusto. Spinta solo dalla voglia di vivere, perché il
tempo scorre veloce e io non voglio restare ferma mentre il mondo va.

TRAGUARDI: Desidera e lotta perché il loro sguardo sia rivolto a te, a quello che puoi offrire, alle emozioni che puoi dare. Combatti e sorridi ogni volta che ci riesci. E se dovessi inciampare rialzati. Non è importante se sei caduta nella sua trappola, verrai giudicata solo per la forza che ci metti nel volerti rialzare e se lo vorrai davvero troverai tante mani tese pronte a sostenerti e accompagnarti in
questo lungo cammino. Quando ti alzerai sarai cambiata ma sarai una persona migliore, consapevole del valore della vita.
Le cicatrici ti aiuteranno a ricordare qual è la giusta via.
Quando guarderai alle tue spalle sorriderai. Non toglierti la soddisfazione di potere un giorno dire: «Ce l’ho fatta».

 

LA MIA OPINIONE SUL LIBRO

Questo libro spiazza. Spiazza per la sua profondità travestita da semplicità. Elisa Calabretta, ci racconta la sua esperienza con l’anoressia usando parole semplici, concetti cristallini. Ma dietro ogni frase o paragrafo apparentemente essenziale, vi sono racchiuse un’infinità di dinamiche non facili.
Il capitolo 22 è stato una botta al cuore. Parole talmente intime e cariche d’amore da mettere a dura prova i miei condotti lacrimali.
Il capitolo 29, inizialmente mi ha fatta sorridere, ma, riflettendoci, il mio è diventato un sorriso amaro perchè mi sono resa conto di come questa MALATTIA annulli anche le cose più basiche e tolga gioia e spontaneità a tutto.
Provo molta ammirazione per questa ragazza che è riuscita a mettere a nudo i suoi sentimenti più profondi senza troppi giri di parole, con un’onestà graffiante.
Da mamma, sono riuscita, grazie alle parole che Elisa ha usato, a immedesimarmi nel dolore e nel coraggio dei suoi genitori. Vedere un figlio soffrire è sicuramente una delle prove più dure per un genitore. C’è chi, davanti a situazioni di questo genere alza le mani impotente e scappa, c’è chi, come i genitori di Elisa, crea un cordone di comprensione, vicinanza e fermezza per proteggere con tutte le forze il loro bene più prezioso.
Fino ai ringraziamenti l’autrice, palesa la consapevolezza di quanto il suo percorso sia stato difficile non solo per lei, ma anche per tutti quelli che non l’hanno abbandonata, coloro che spesso in questi casi vengono rifiutati, ma che non si arrendono perchè spinti dall’energia dell’amore.
Questo libro è un fiume in piena che travolge e stravolge la nostra interiorità.

 

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edito da Edizioni Convalle
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Elisa Calabretta Il battito riflesso

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