47 secondi

 

Corrado D'Angelo 47 secondi

 

Corrado D’Angelo nasce a Roma nel 1962.
Fin dall’infanzia, i genitori spendono cifre folli in fumetti e libri:
Topolino, Tex Willer, Sandokan e Tarzan sono i suoi migliori amici.
A 18 anni inizia a scrivere riflessioni personali, poesie e racconti brevi.
Si laurea in Scienze Politiche e nel 1989 si trasferisce a Torino,
dove lavora nel Marketing di una multinazionale.
Contemporaneamente continua a leggere, scrivere e
difendere tenacemente il corretto uso del congiuntivo.
Alla tenera età di 55 anni, decide che forse è ora di fare sul serio:
47 secondi” è la sua opera prima e,
se il fiuto della Edizioni Convalle non s’inganna,
non sarà l’ultima.

DESCRIZIONE

47 secondi costituiscono un lasso di tempo che può sembrare molto breve o lunghissimo: dipende da noi, da come li riempiamo, questi attimi.
47 secondi sono il tempo medio che l’editrice ha impiegato a leggere le prime bozze dei racconti che compongono questa raccolta. E, visto che ci ha trovato del buono, ha sfidato l’autore a continuare così, concentrando fatti ed emozioni in poco più di due pagine.

Incrociai le caviglie e mi sedetti a guardarle.
Scesero dalla scaletta leggere come un grappolo di bolle di sapone,
i piedini nudi quasi non lasciavano impronte sulla sabbia tiepida.
Correvano a perdifiato, con gli abiti della festa
che svolazzavano all’indietro e gli occhi pieni di mare.”

 

LASCIO CHE IL LIBRO SI PRESENTI

 

SCIÒ RUM: Un mese fa papà mi ha detto: «Vieni, andiamo a fare due passi con Billy». Siamo usciti e mi ha portato in un locale grande, tutto verde e con le luci basse basse. Siamo stati insieme un po’, poi mi ha lasciato da solo a giocare con Billy; lui è un bravo cane, non sporca e non morde mai nessuno. Mi ha
fatto tanta compagnia, perché papà è stato via più di un’ora. Quando è tornato era nervoso e ci ha portati subito a casa. Siamo tornati spesso in quel locale e papà mi lasciava sempre con Billy. Non mi piace quel posto, papà ci diventa sempre nervoso e non è divertente. L’altro giorno, al mercato, un fruttivendolo ha fatto arrabbiare la mamma; non è stato cattivo, ma le ha detto che se non pagava subito, non le avrebbe più dato i mandarini senza semi, quelli che mi piacciono tanto. Ci sono rimasto male. Alla sera con papà siamo tornati in quel posto tutto verde e finalmente ho capito che lui deve
lavorare di più per guadagnare più soldi e comprarmi i mandarini senza semi.

TAGLIO NETTO: Ah, guarda, non se ne poteva proprio più, veramente! Sono stati sette anni di sofferenza. Poi oggi mi sono detta: basta, non puoi più tollerare una situazione del genere! Eh sì, ero arrivata allo stremo: gliele davano tutte vinte! Prima i pattini in corridoio, poi il pallone in casa, poi lo smartphone ultimo modello… E io? Non conto più niente, io? A undici anni ho bisogno di un po’ di intimità e di una camera solo mia! Allora gli
ho dato un taglio netto! Sì, oddio, non mi aspettavo che venisse via cosìfacilmente, eh. È bastato un colpo solo, secco. Ha fatto uno strano rumore, qualcosa simile a “tciok”, come in quei cavolo di fumetti che leggeva lui.

COLPO D’ALA: Luca è nell’Antidroga e si alza tutti i giorni alle cinque di mattina. Da quando sua moglie se n’è andata con un Commissario, ha dovuto diminuire le ore di sonno e incrementare quelle di lavoro. Andrea si merita una casa in ordine, gli abiti stirati
e le figurine dei calciatori. Come gli altri bambini. Si ferma sempre a guardarlo mentre dorme. La sua folta zazzera di capelli neri invade il cuscino: è l’unica cosa di buono che gli ha lasciato la madre. Quando lo sveglia, ‘sto ragazzino comincia a sorri￾dere con gli occhi, gli butta le braccia al collo e gli
sbatte la fronte sul petto: così, per controllare che papà sia sempre tosto come dev’essere un uomo vero.

LONDONDERRY: Correvamo tutti come forsennati e il pallone di cuoio rattoppato volava alto a sfiorare il cielo: o, forse, il cielo da noi è così vicino a terra che ti sembra di poterlo toccare se solo stendi un po’ le dita. Il più forte era Carl. Aveva un paio d’anni più di me e tirava certe cannonate da far paura, ma avevamo fatto subito amicizia: e poi il pallone era suo. Quando finivamo presto, ci mettevamo seduti sul muretto del campo, lasciando penzolare le gambe
livide e grigie di polvere, e parlavamo di calcio. Qualche volta anche delle ragazzine che venivano, di nascosto, a vederci giocare: Carl piaceva molto a Sharon, mia sorella maggiore, che ogni tanto mi chiedeva di lui. Si erano già visti un paio di volte, ovviamente all’insaputa di mio padre. Insomma, era di nuovo tutto a posto, o così pareva. Arrivarono di mattina presto, facendo fracasso coi loro camion blindati.

 

LA MIA OPINIONE SUL LIBRO

Quella di Corrado D’Angelo è sicuramente una penna molto originale e frizzante. Rompe gli schemi, deraglia e non cade mai in scelte semplici e scontate. La sua è una scrittura fresca, pungente, a tratti sfacciata e sardonica, che non si incontra molto spesso.
Lo stile narrativo cambia continuamente, tenendo alto il livello di attenzione e interesse.
I racconti sono variegati e uno più bello dell’altro. Alcuni ti lasciano a bocca aperta per lo stupore, altri ti commuovono, altri provocano ilarità e altri ancora ti lasciano incredula. Sono racconti consapevoli delle debolezze umane, della cattiveria, delle paure, della vendetta, del bisogno di ritrovare uno scopo nella vita, ritrovare la propria indipendenza e libertà, viaggi nel tempo e nei ricordi.
Leggendo alcuni di essi mi sono trovata a pensare “ma come gli è venuto in mente” oppure semplicemente “è pazzo”.
In realtà l’autore pazzo non lo è, ma i suoi racconti sono sicuramente piacevolmente e sorprendentemente fuori… dal comune.

 

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edito da Edizioni Convalle su Ibs, Amazon o semplicemente
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Corrado D'Angelo 47 secondi

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