Pane e fragole

 

 

 

Maria Rita Sanna è nata a Cagliari ma vive a Quartu S. Elena.
Appassionata di libri e delle tradizioni della Sardegna,
ama raccontare le emozioni attraverso la poesia, anche in lingua sarda.
Ha partecipato più volte al Premio Letterario “Dentro l’amore”,
rientrando sempre tra i finalisti e ottenendo menzioni speciali.
Da oltre un anno è allieva del laboratorio di scrittura creativa di Stefania Convalle.
Pane e fragole è la sua prima opera ed è pubblicata da Edizioni Convalle.

DESCRIZIONE

La cultura, le tradizioni, le superstizioni della Sardegna vengono raccontate in maniera coinvolgente. Conosceremo gli aspetti più duri, a volte crudeli, situazioni in cui la vendetta e il rancore armano le mani degli uomini costringendoli ad azioni di cui si pentiranno per il resto della loro vita. Ma la vera protagonista è la Natura; a volte madre, a volte matrigna, può punire o consolare, ma sarà sempre pronta ad accogliere l’uomo tra le sue braccia, fornendogli la vera forza per ricominciare. Fuoco, Terra, Aria, Acqua: i racconti dedicati ai quattro elementi vitali concludono l’opera, rappresentando un’esortazione, un monito nei confronti degli uomini che si illudono di poter disporre a proprio piacimento del loro destino, che si affannano per prevalere l’uno sull’altro, ma che nulla potranno a cospetto dela Natura e di Dio.
(Dalla prefazione a cura di Tania Mignani)

 

LASCIO CHE IL LIBRO SI PRESENTI

 

 

IO E MARIE: Avevo perso il conto dei giorni, molto spesso pioveva e il freddo non dava tregua; fin dalla prima notte avvolgevo la donna nelle pellicce, cercando di darle un piccolo conforto. Una di quelle notti tremava forte, forse aveva la febbre, le liberai le mani, le infilai il mio maglione e l’abbracciai; quando si calmò mi accarezzò il viso, sopra il passamontagna. Pronunciò il suo nome, Marie, e inchiodandomi con lo sguardo mi fece capire di non avere paura. Lei incoraggiava me. Ero fregato, sbriciolato da quel macigno di donna; altro che balente, mi sentivo uno stupido; angosciato, cominciai a considerare il mio errore. Abbassai gli occhi e piansi in silenzio, ma in quel momento presi la decisione: se inferno scelsi, lo sarebbe stato fino alla fine.

IL SEGRETO: Non aveva scampo quell’uomo che tanti anni prima aveva rovinato la sua famiglia, rendendo il padre di Saverio invalido a vita e, in seguito uccidendo anche il fratello. Era giunto il momento di rendere onore ai propri cari, pensò Saverio, sul lastrico c’era lui. Era furioso e accecato dall’odio perché quell’uomo si era spinto oltre, aveva osato uccidere. La vita si ripaga con la vita, lo diceva sempre suo babbo. E le lacrime senza conforto della madre lo eccitarono alla vendetta. Voleva dargli una punizione esemplare in pieno giorno e davanti a tutti. L’onore e il rispetto erano un suo diritto. Mentre prendeva la mira una goccia di sudore gli colò nell’occhio come un’ultima lacrima per tutte le sofferenze patite.

IL PONTE SUL FIUME: Entrambi provenivano da città diverse, ma il loro passato era uguale: un’infanzia disagiata prima e l’adolescenza rubata poi, li aveva portati a essere esili nel corpo e fragili nell’anima. Avevano riscoperto la serenità negli sguardi, sinceri e confortanti, nelle carezze fatte di dolcezza, come a ridonare ai propri corpi l’amore perso o mai avuto. Si annodavano le braccia l’uno con l’altra, racchiudendo il loro sentimento nei petti e proteggendolo come un figlio, come un tesoro prezioso da custodire gelosamente; riscoprivano tutta l’emozione del contatto umano. Con le labbra poi si baciavano la pelle, nutrendosi di quella sensazione che li trasportava fuori dalla realtà. Si amavano, semplicemente.

CUORE A CUORE: Attese il loro arrivo in poltrona col viso in una smorfia contrariata e le mani che lisciavano il gatto. Sentì ogni loro passo dall’ingresso e avvertì subito un nuovo profumo che non apparteneva ad alcun adulto lì dentro; essendo cieco, concentrò tutti i sensi sull’olfatto finché non ebbe davanti la nuora che gli porgeva il bimbo. Si alzò piano, senza quasi far rumore, aveva il respiro lento ma eccitato e provava una strana sensazione, nuova e piacevole; quel profumo di talco alla camomilla e latte gli fecero alzare le mani che, come se vedesse, andarono subito sul visetto del bimbo. Al tocco di quella pelle calda e morbida come velluto si rilassò con un profondo respiro, lo accarezzò tutto arrivando alle manine che, con un istinto naturale, si strinsero alle dita dell’uomo. Iniziò in quel contatto un’unione indissolubile, inarrestabile, incancellabile, indispensabile per entrambi, nonno e nipote che, avendo lo stesso nome, divennero un’unica anima.

 

LA MIA OPINIONE SUL LIBRO

La caratteristica che più ho apprezzato di questa raccolta di racconti, è stata la varietà delle argomentazioni. Ce n’è un po’ per tutti i gusti e per me che amo il mistero, il noir e l’inspiegabile, devo dire che ho trovato “pane per i miei denti”. Maria Rita Sanna è stata molto brava a viaggiare attraverso i diversi generi, ad adattare il suo stile a ognuno di essi e a calibrare il detto con il taciuto. La copertina del libro ci suggerisce calore, romanticismo, ma non lasciatevi ingannare perchè il libro non è solo questo. Dietro ogni storia letta, si percepisce l’animo sardo dell’autrice che non nasconde nulla. Ama la sua terra con tutte le sue bellezze, ma riesce a mantenere una visione imparziale e a parlarci anche di ciò che bello e romantico non è.
Pur essendo la sua prima pubblicazione, Maria Rita Sanna dà dimostrazione di padronanza della penna e del pensiero. Non divaga, non si dilunga inutilmente, non infiocchetta… è chiara, schietta, decisa e diretta.
Pane e fragole è decisamente una lettura stuzzicante!

 

 

 

 

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Pane e fragole Maria Rita Sanna

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One Response to Pane e fragole

  1. ACCABADORA ……. ” io, però, ho da mostrarvi questo fazzoletto: ditemi, è vostro ? Era accanto a me quando lo avete perso … ”

    Imprevedibile e toccante, va letto dall’inizio per l’esplosione finale ….
    valter ottello

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